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sabato 31 gennaio 2009

Una critica sull'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza.

Apro questo nuovo blog dedicato alle sentenze e decisioni con un post dedicato all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza.
Non sono un professionista del settore però mi è sempre piaciuto approfondire la materia.

Io sono del parere che è sbagliato rendere obbligatorio l’utilizzo delle cinture di sicurezza per tutte le situazioni e circostanze.

Chi di noi non trova per esempio difficoltà in città ad effettuare alcune manovre?

Io sono del parere che se si utilizza la prudenza e si rispetta il codice della strada non vi è alcuna necessità di utilizzare le cinture di sicurezza per due semplici motivi: primo perché un conducente deve rendersi conto sin dal momento che si mette alla guida di un veicolo che è responsabile civilmente e penalmente dei suoi trasportati; secondo perché l’utilizzo delle cinture di sicurezza molte volte si è rivelato mortale (vds. incendi improvvisi, caduta del veicolo in canali piena d’acqua, impossibilità di slacciare le cinture con i veicoli in fiamme o accartocciati con la conseguente perdita di tempo, di sangue e di vite umane).
Non condivido neanche il continuo slogan (inutile) “allacciatevi le cinture”.
Al contrario proprio questo messaggio può far intendere soprattutto ai giovani che una volta allacciati le cinture possono correre a 200 Km orari tanto qualora dovessero andare a sbattere contro un muro o contro un’altra autovettura avrebbero la vita salva grazie alle cinture.
Io sono convinto che il messaggio da dare è un altro.
Ovvero che chi è alla guida non deve perdere la concentrazione per pensare allo stereo, al Tom tom, alla sigaretta, al rossetto, ecc…. il messaggio da dare è che chi si mette alla guida di un autoveicolo ha la responsabilità dei propri passeggeri e che può pagare di persona penalmente e civilmente.
Ho conosciuto persone che hanno avuto la sfortuna di investire delle pedoni. Bene la loro vita è rimasta segnata da questa tragedie.

Quanto alle cinture di sicurezza che io uso di rado proprio perché alla guida sono sempre concentrato non posso non fare riferimento alle notizie di qualche giorno fa.

La Toyota sembra abbia richiamato solo in Italia ben 100 mila Yaris mentre nel resto del mondo un milione e 350.000 auto vendute tra gennaio 2005 e aprile 2008: motivo?
Un difetto ai pretensionatori delle cinture di sicurezza, in quanto, badate bene, in caso di incidente, le cinture rischiavano di provocare surriscaldamenti e innescare un incendio di alcuni strati di gomma piuma isolante. Immaginate voi con quale materiale vengono oggi costruite l'interno delle autovetture per comprendere in quanti secondi una persona può morire carbonizzata.
Ma quante altre case automobilistiche farebbero la stessa cosa della casa automobilistica giapponese?
Allora avendo io stesso assistito personalmente ad alcuni incidenti (ma le cronache dei giornali sono piene) dove le persone si sono salvate solo perché sbalzate fuori da un autoveicolo completamente accartocciato come si fa ad obbligare l’uso delle cinture di sicurezza?
Vi sono casi eclatanti di cui conservo articoli e foto da allegare ai ricorsi avverso i verbali di accertamento (l’ultimo è di sette mesi fa) dove vi è prova che proprio l’uso delle cinture di sicurezza hanno causato la morte dei passeggeri.
In questi casi dobbiamo fare causa allo Stato per averci obbligati all’uso (e non dato la facoltà) delle cinture di sicurezza?
Infatti in Italia c’è già il primo precedente.
Un giudice monocratico del Tribunale civile di Caltanissetta, Alessandra Vella, ha condannato ad un maxi risarcimento quasi un milione di euro la Renault per la morte di un uomo morto carbonizzato in auto.
In questo caso non si trattava di un difetto delle cinture di sicurezza ma di un vizio di progettazione e produzione del veicolo. 
Quest’uomo il 5.2.97 era di ritorno da Acireale lungo il raccordo della statale 640 che collega l’autostrada Palermo-Catania ad Agrigento, quando la sua auto, acquistata l’anno prima e ancora in garanzia, prese improvvisamente fuoco non lasciando scampo alla vittima.
La fiammata avvolse in pochi secondi il mezzo che, privo di controllo, finì contro un autocarro che proveniva dall’altro senso di marcia.
Il processo penale per omicidio colposo si era concluso con un’archiviazione perché non si era potuto accertare chi aveva materialmente assemblato il pezzo difettoso della vettura. In sede civile, però, le cose sono andate diversamente poiché il giudice, accogliendo le tesi degli avvocati che rappresentavano il padre della vittima, la madre e i fratelli, ha ritenuto che l’incendio è stato provocato dal cattivo funzionamento del sistema di alimentazione, causa principale dell’esplosione del collettore di aspirazione dell’aria. 
“La prova del difetto — secondo il magistrato — coincide con l’insicurezza del prodotto. Quindi è difettosa quell’autovettura, perché del tutto priva del requisito della sicurezza”. 
Quanto avrà influito l’uso delle cinture di sicurezza?
Io avrei chiamato in causa anche lo Stato.
E voi cosa ne pensate?