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venerdì 7 agosto 2009

Non commette reato chi uccide un animale per proteggere i suoi beni e se stesso.

Bhe non posso che condividere in questo caso la sentenza della III Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 25526/09) che ha stabilito che non commette reato chi uccide un animale per difendere un proprio diritto patrimoniale nonché la incolumità delle persone con lui conviventi.
Gli Ermellini hanno avuto modo di affermare che “nel concetto di ‘necessità’, escludente la configurabilità del reato, è compreso non solo lo stato di necessità, quale assunto dall’art. 54 c.p., ma anche ogni altra situazione che induca alla uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile”.
Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che “in applicazione di tale principio il giudice di legittimità ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva escluso la sussistenza di reato nella ipotesi di uccisione di un cane, pastore tedesco, che introdottosi in un pollaio, aveva mangiato gli animali ivi rinchiusi e quindi aggredito il loro proprietario, accorso per allontanarlo”. costretto a sparare sull’animale, per difendere un proprio diritto patrimoniale, nonché la incolumità delle persone con lui conviventi.

2 commenti:

zoagli_2007 ha detto...

Ciao Lu, sono daccordo con te, anzi pubblicherò il tuo articolo sul mio Le storie di Raja, blog sugli animali per gli animali.
L'uomo è troppo prevaricante e stolto nei confronti degli animali, non possiamo definire "civile" un Paese che non rispetta e protegge quelle creature baci anto

Luciano ha detto...

Ciao Anto ben tornata dalle mie parti.